La tutela dell’utenza pedonale e ciclistica

La tutela dell’utenza pedonale e ciclistica

di Enrico Chiarini

24/10/2022

 

Uomo, veicolo, strada sono i tre fattori corresponsabili della sicurezza stradale.

Le condizioni di guida, l’attenzione o la distrazione con il cellulare, l’assunzione o meno di alcool o sostanze stupefacenti, cambiano tutto e possono trasformare il mezzo in un’arma che uccide. Troppe distrazioni, troppa fretta, troppa sottovalutazione di ciò che si assume prima di mettersi alla guida aumentano considerevolmente il rischio di trasformarsi in omicidi o autori di gravi lesioni.

Serve più educazione e consapevolezza della responsabilità che si assume quando si è alla guida di un mezzo.

Un’Amministrazione ha il dovere di vigilare per verificare e sanzionare le infrazioni sullo stato di guida e sul comportamento scorretto, per educare e prevenire eventi tragici.

 

E le strade, in che modo possono influenzare il rischio stradale? Sicuramente la loro manutenzione, ma anche attraverso le regole di circolazione e la loro organizzazione.

Le condizioni stradali e le modalità di circolazione influiscono sul comportamento degli utenti della strada.

 

Come indicato dal Nuovo Codice della Strada, l’organizzazione delle strade e della circolazione degli utenti, si deve ispirare “ai principi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile”, perseguendo i seguenti obiettivi:

  • riduzione dei costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare;
  • migliorare il livello di qualità della vita dei cittadini anche attraverso una razionale utilizzazione del territorio;
  • migliorare la fluidità della circolazione;
  • promuovere l’uso dei velocipedi.

 

Per garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, il Nuovo Codice della Strada dice che gli enti proprietari delle strade devono provvedere:

  1. alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi;
  2. al controllo tecnico dell’efficienza delle strade e relative pertinenze;
  3. alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta.

 

Per favorire l’organizzazione della viabilità, il Nuovo Codice della Strada ha introdotto come strumento di pianificazione i Piani Urbani del Traffico.

Le Direttive per la redazione, adozione ed attuazione dei piani urbani del specificano che questi strumenti devono favorire la prevalenza d’uso del sistema di trasporto pubblico collettivo e di quelli pedonale e ciclistico.

 

Vi sono contesti stradali in cui il rischio per pedoni e ciclisti è rilevante. In alcuni casi il rischio è dimostrato dal numero e la gravità di incidenti, in altri casi è solo percepito e testimoniato dagli utenti che subiscono il disagio.

Ogni Ente proprietario ha l’obbligo di individuare e attuare le scelte più opportune per il miglioramento della sicurezza e la riduzione del rischio.

 

Fra le azioni che i comuni possono attuare, in tempi rapidi e a basso costo, per migliorare la sicurezza e ridurre il rischio, ci sono:

la riduzione del limite di velocità, l’efficientamento degli attraversamenti stradali, l’inserimento di nuove corsie ciclabili, l’individuazione delle zone scolastiche, gli interventi di moderazione del traffico e l’installazione di autovelox urbani.

E’ vero, non sono strumenti obbligatori, ma possono essere molto utili nel miglioramento della sicurezza stradale, specialmente in favore degli utenti più vulnerabili.

 

Ogni qual volta sia evidente lo stato di insicurezza delle strade, l’ente proprietario, per la tutela della sicurezza pubblica è obbligato a intervenire, in modo da conseguire gli effetti che gli sono propri in relazione al bene oggetto di tutela.

Come ribadito da numerose sentenze, l’ente proprietario della strada si presume responsabile, dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, indipendentemente dalla sua estensione, salvo che dia la prova che l’evento dannoso era imprevedibile e non tempestivamente evitabile o segnalabile.

 

Non servono grandi investimenti per iniziare il cambiamento. Si può lavorare sulle regole di circolazione, sulla sosta, sulla rimodulazione degli spazi attraverso segnaletica e arredi.

Non è un tanto un problema di costo economico, quanto politico.

Non fare nulla non è un’opzione.

 

Ing. Enrico Chiarini

Pianificazione e progettazione

Mobilità pedonale, ciclistica e sicurezza stradale

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